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16-10-2019

CC in Review: Lawrence Lessig on Supporting the Commons - sulle licenze Creative Commons

Le licenze Creative Commons sono nate ormai quasi venti anni fa per permettere agli autori di condividere i propri lavori. In questo articolo riportiamo la traduzione italiana di una mail che l'ideatore di creative commons Lawrence Lessig inviò per chiedere supporto. In questo testo Lessig spiega in maniera esaustiva il sistema di licenze e lo spirito dell'iniziativa. I sorgenti di questa traduzione sono anch'essi rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione (4.0) e sono disponibili sul repository git lessig_it.

CC in Review: Lawrence Lessig on Supporting the Commons

Lawrence Lessig

6 Ottobre 2005

Traduzione a cura di Giulia Di Felice, vedi l'articolo originale

Quindi oggi, creative commons lancia la sua prima campagna per la raccolta fondi. Fino ad oggi, abbiamo vissuto su donazioni molto generose da alcune fondazioni veramente sagge. Ma l'IRS non permette ai nonprofit di vivere a lungo in questa condizione. Per mantenere il nostro status di associazione senza scopo di lucro, l'Irs dice che dobbiamo superare un "test di supporto pubblico" - ciò significa che dobbiamo dimostrare che il nostro supporto viene più che da poche fondazioni. E questo è il compito di questa campagna.

Questa email è un passo per chiedere il tuo appoggio. Ma è anche la prima di una serie di email che scriverò spiegando cosa sia il creative commons e dove stiamo andando. Questo è qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa. Ci sono state varie riflessioni (anche se alcune non molto riflessive) sollevate su chi siamo e dove stiamo andando. Ho voluto una scusa per rispondere il più presto possibile. L'IRS mi ha dato quella scusa.

Tu sei su questa lista perché hai richiesto di ricevere informazioni su Creative Commons o sei stato un amico di CC nel passato. Se queste email settimanali da me (da ora fino a Natale ti scriverò circa 500 parole ad email, eccetto per questa che é poco più lunga) ti daranno fastidio, per favore disiscriviti a http://creativecommons.org/about/newsletter#unsubscribe. Altrimenti, se conosci altri che potrebbero trovare queste email interessanti, raccomanda di segnarli a http://creativecommons.org/about/newsletter.

Questa prima email non avrà molte notizie sugli attuali amici di Creative Commons. Probabilmente sai tutto questo. Il mio scopo in questa missiva iniziale è spiegare cos'è creative commons, e perché lo abbiamo lanciato. Ci sarà qualche vanto su cosa abbiamo raggiunto finora. Non preoccupati, queste email vengono scritte da me, e non da un ufficio stampa. Ci sarà abbastanza autocritica dopo. Per il momento, concentriamoci sull'idea positiva che CC sta mandando avanti.

CC: La Storia

Creative Commons fu concepito in una conversazione che ebbi con Eric Eldred. Reppresentavo Eric nel suo caso contro la legge di estensione del diritto di autore del Congresso degli Stati Uniti. Eric era entusiasta sul caso, ma non ottimista sui risultati. All'inizio mi chiese se c'era un modo per poter tradurre l'energia che stava costruendo in qualcosa di positivo. Non un attacco al copyright ma un modo di usare il copyright per supportare, negli effetti, il pubblico dominio.

Ero prontamente d'accordo, non tanto perchè avevessi un piano, ma perché, da avvocato ingenuo che ero, pensavo che avremmo vinto il caso, e Eric avrebbe dimenticato il sogno. Tuttavia, molto prima che la Corte Suprema decidesse di sentire il progetto di Eldred, un gruppo di noi aveva messo insieme il piano per costruire il Creative Commons.

Abbiamo rubato l'idea di base dalla Free Software Foundation - regalare licenze libere da copyright. Poiché il copyright è proprietà, la legge richiede che tu debba ricevere l'autorizzazione prima di "utilizzare" un lavoro protetto da copyright, a meno che tale utilizzo non sia un "uso appropriato". Il particolare tipo di "utilizzo" che richiede l'autorizzazione è qualsiasi uso all'interno dell'esclusivo diritto che il copyright garantisce. Nel mondo fisico, questi "diritti esclusivi" lasciano un sacco di cose non regolamentate dal diritto d'autore. Ad esempio, nel mondo reale, se si legge un libro, non è un "uso appropriato" del libro. È un uso non regolamentato del libro, poiché la lettura non produce una copia (ad eccezione del cervello, ma non lo dire agli avvocati).

Ma nel cyberspazio non c'é modo di "usare" un lavoro senza fare una copia contemporaneamente. In linea di principio, e ancora, soggetto a un uso appropriato, qualsiasi uso di un lavoro nel cyberspazio potrebbe essere soggetto ad autorizzazione. E quella è la caratteristica (o bug, diprende dalla tua prospettiva) quello fu il "gancio" che usammo per lanciare creative commons.

L'idea ( ancora preso da il FSF) era produrre licenze di copyright che artisti, autori, educatori e ricercatori potessero usare per annunciare al mondo le libertà che vogliono che i loro lavori creativi portino con se. Se la regola predefinita del copyright è "tutti i diritti sono riservati", il significato espresso di una licenza Creative Commons è che solo "alcuni diritti [sono] riservati". Ad esempio, la legge sul copyright conferisce al titolare del diritto d'autore il diritto esclusivo di "fare copie" dell suo lavoro. Una licenza Creative Commons potrebbe in effetti annunciare che questo diritto esclusivo è stato dato al pubblico.

Tali libertà dell 'offerta di licenze è determinata da noi (decidere quali sono le libertà che è importante assicurare tramite le licenze CC) e dal creatore che seleziona le opzioni che rendiamo disponibili sul nostro sito web. I componenti fondamentali sono stati storicamente quattro: (1) Attribuzione (che significa che il creatore richiede l'attribuzione come condizione per utilizzare il suo lavoro creativo), (2) NonCommerciale (che significa che il creatore consente solo usi non commerciali del suo lavoro); 3) Nessun derivato (che significa che il creatore chiede che il lavoro sia usato com' è e non come base per qualcos'altro) e (4) condividi allo stesso modo (che significa qualsiasi che derivato fatto utilizzando il lavoro concesso in licenza deve essere rilasciatto sotto una licenza condividi allo stesso modo).

Queste quattro opzioni - quando ognuna è una opzione - producono 11 possibili licenze. Ma quando abbiamo visto che il 98% dei nostri utenti ha scelto il requsito di "attribuzione", abbiamo deciso di abbandonare l'attribuzione come opzione. Ciò significa ora che offriamo 6 licenze core:

Attribution (utilizzare il lavoro come più ti piace, ma dammi attribuzione)

Attribution-ShareAlike (usa il lavoro come più ti piace, ma dai l'attribuzione e autorizza qualsiasi derivato sotto una licenza ShareLike)

Attribution-NoDerivatives (usa il lavoro com'é e dà a me l'attribuzione)

Attribuzione-NonCommerciale (utilizza il lavoro per scopi non commerciali e dà l'attribuzione)

Attribution-NonCommercial-NoDerivatives (utilizza il lavoro per scopi non commerciali, com'é con l'attribuzione)

Attribuzione-NonCommercial-ShareAlike (utilizza il lavoro per scopi non commerciali, assegna l'attribuzione e autorizza qualsiasi derivato sotto licenza ShareAlike)

(Offriamo anche un paio di altre licenze speciali che descriverò in un post successivo)

Queste opzioni vengono aggiunte a un modello di licenza di base. Quel modello assicura che il creatore (1) conservi il suo diritto d'autore, (2) affermi che il diritto di uso appropriato, di prima vendita o di libera espressione non è influenzato dalla licenza CC e (3) finché l'utilizzatore rispetta le condizioni che il creatore ha imposto, la licenza offre a chiunque nel mondo quattro libertà: (i) copiare l'opera, (ii) distribuire il lavoro, (iii) mostrare o pubblicare il lavoro e (iv) eseguire prestazioni pubbliche digitali del lavoro (ad esempio, webcasting). Infine, la licenza richiede che l'utilizzatore (1) ottenga l'autorizzazione per qualsiasi utilizzo al di fuori di quelli concessi, (2) mantenga intatti i messaggi di copyright, (3) fornisca un collegamento alla licenza, (4) non alteri i termini di licenza e ( 5) non utilizzi la tecnologia (ad esempio, DRM) per limitare i diritti dei licenziatari sotto la licenza.

Le licenze offrono ai creatori un modo semplice per contrassegnare la loro creatività con le libertà che vogliono trasportare per impostazione predefinita. La licenza è un invito agli altri a chiedere l'autorizzazione per usi superiori a quelli dati per impostazione predefinita. Una licenza "non commerciale" non significa che il creatore non avrebbe mai fatto soldi per la sua creatività. Significa semplicemente, "chiedi se vuoi fare un uso commerciale. Non c'è bisogno di chiedere se vuoi fare solo un uso non commerciale."

Lanciammo Creative Commons nel Dicembre 2002. In un anno, abbiamo contato oltre 1.000.000 link-back per le nostre licenze. Ad un anno e mezzo, quel numero fu di oltre 1.800.000. A due, il numero era di circa 5.000.000. A due anni e mezzo (lo scorso giugno), il numero era poco più di 12.000.000. E oggi - tre mesi dopo - Yahoo! riporta oltre 50.000.000 di collegamenti alle nostre licenze. "Link-back" non è in realtà un conteggio di quanti oggetti sono concessi in licenza sotto licenze Creative Commons - una singola licenza potrebbe coprire 100.000 canzoni in un database musicale per esempio, oppure un singolo blog potrebbe avere più istanze della licenza. Ma la crescita indica qualcosa: l'assunzione di licenze Creative Commons sta crescendo velocemente e, in effetti, molto più velocemente di quanto abbia mai sognato.

Creative Commons

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